Silvia Campanella

  • Reflusso gastro-esofageo

    Per malattia da reflusso gastro-esofageo si intende un complesso di sintomi aventi come causa il fenomeno del reflusso.
    Le cause possono essere molteplici: abitudini alimentari incongrue, stile di vita scorretto, ipersecrezione acida, alterazioni della motilità gastrica…

    La sintomatologia tipica comprende: bruciore retrosternale, rigurgito, disfagia, sazietà precoce, nausea, sensazione di nodo in gola.Tra i sintomi atipici compaiono invece, mal di gola (faringodinia), disfonia, bisogno di raschiare la gola, tosse cronica, raucedine ricorrente, aumento della saliva, otiti secretive, dolore toracico non cardiaco.

    La valutazione diagnostica di questa patologia si può avvalere della videoendoscopia delle vie aero-digestive superiori mediante fibroscopio flessibile. La procedura è del tutto indolore ed é effettuata introducendo una piccola sonda a fibre ottiche.

    Tale valutazione può essere utile quando in occasione della valutazione iniziale emergano elementi caratteristici dell'interessamento del distretto faringo-laringeo (reflusso gastro-faringeo). Oltre all'osservazione diretta di eventuali anomalie a livello delle corde vocali, l'esame permette di riconoscere alcuni segni tipici di reflusso a livello del distretto faringo-laringeo.

    Uno dei segni più tipici è rappresentato dall'edema (gonfiore) e dall'iperemia (rossore) della zona posteriore della laringe (Laringite cronica posteriore).

    La terapia può avvalersi di tre approcci: comportamentale, medico e chirurgico.

    Reflusso gastro-esofageo

  • Esame Audiometrico

    Viene eseguito per accertare una eventuale sordità e per verificare l'entità del danno. L'esame è indolore, di veloce attuazione.

    Esame Audiometrico

  • VPPB

    Può succedere di svegliarsi e avere la sensazione che la stanza ci giri intorno.
    Può succedere quando ci distendiamo o la mattina quando ci alziamo o anche se ci giriamo nel letto, se alziamo troppo la testa o anche se ci abbassiamo in modo repentino.

    Si parla di VERTIGINE PAROSSISTICA POSIZIONALE BENIGNA i cosiddetti “sassolini nell’orecchio”.

    Non servono farmaci ma delle semplici manovre eseguite dallo specialista (m. di Epley, m. Semont, m. Gufoni, m. Brandt-Daroff, posizione coatta di Vannucchi,…) specifiche per ogni caso.

    VPPB

  • IPOACUSIA

    L'ipoacusia consiste in una ridotta capacità uditiva.

    E’ un problema non solo della terza età e rappresenta un sintomo di molte patologie. Tra le più comuni:

    TAPPO DI CERUME O CORPO ESTRANEO
    Si risolve con una pulizia auricolare.

    OTITE ACUTA O CRONICA MEDIA ED ESTERNA

    Batterica, virale o fungina. Può essere accompagnata da otalgia e acufeni. Terapia: può essere antibiotica e/o cortisonica o antifungina a seconda del caso.


    PERFORAZIONE DELLA MEMBRANA TIMPANICA

    Può essere causata da un trauma o da un’otite.

    PRESBIACUSIA
    Rappresenta il fisiologico deterioramento dell’udito che inizia dai 30-40 anni. E’ dovuto alla morte delle cellule nervose poste a livello dell’organo del Corti. Si possono associare gli acufeni. Si consiglia l’uso delle protesi acustiche.

    IPOACUSIA IMPROVVISA
    Perdita improvvisa dell’udito, per lo più monolaterale. La causa è spesso vascolare o virale e il danno può essere permanente o transitorio. Le possibilità di recupero sono tanto maggiori quanto più velocemente il problema viene affrontato.

    OTOSCLEROSI
    Distrofia ossea della capsula labirintica che determina una sordità progressiva inizialmente di tipo trasmissivo e poi misto, associata ad acufeni e vertigini. Nelle donne si accentua durante la gravidanza. Interessa per lo più entrambe le orecchie.

    MALATTIA DI MÉNIÈRE
    [vedi vertigini]

    SORDITA' RINOGENA L'otite catarrale è una delle più frequenti malattie che colpisce le alte vie respiratorie in età pediatrica e non solo.

    Sordità e apparecchi acustici, quando metterli? Non sei sicuro di sentire bene?

    E’ un processo infiammatorio a carico dell’orecchio medio, caratterizzato dalla presenza di catarro nella cassa. Ciò si verifica perché le tube non funzionano correttamente in quanto infiammate da un raffreddore, una sinusite o un’allergia respiratoria.

    Nei bambini inoltre, le tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali rispetto a quelle degli adulti e questo permette ai batteri e ai virus di penetrare e rimanere nell’orecchio medio con maggiore facilità; e poi ci sono le adenoidi, ovvero le strutture ghiandolari collocate a livello del rinofaringe vicino alle tube di Eustachio, che nei bambini sono ipertrofiche e possono interferire con l’apertura delle tube stesse.

    La loro occlusione e la formazione del cosiddetto “catarro nelle orecchie” é causa di sensazione di ovattamento, dolore, acufeni e senso di rimbombo. Se la membrana timpanica si rompe, inoltre, è possibile la fuoriuscita di pus. Tra le conseguenze c’é la riduzione di udito, che nei bambini é causa disturbi dell’apprendimento e del linguaggio, e frequenti episodi di otite acuta. La diagnosi è semplice e si effettua attraverso un esame audio-impedenziometrico. In caso di otite catarrale il timpanogramma sarà piatto.

    La terapia: cortisonici; fluidificanti; insufflazioni endotimpaniche; politzer crenoterapici.

    IPOACUSIA

  • Neurite vestibolare

    A volte si può avere un violento  e improvviso episodio vertiginoso accompagnato da un'imponente sintomatologia neurovegetativa (nausea, vomito, ipersudorazione).

    Potremmo trovarci di fronte ad una NEURITE VESTIBOLARE o DEFICIT VESTIBOLARE. Quella che viene comunemente chiamata “labirintite”.

    La vertigine è di lunga durata, oltre le 24 ore, è esacerbata da qualsiasi movimento della testa e costringe il paziente ad un prolungato decubito supino ad occhi chiusi.
    La risoluzione è lenta perché si deve attuare il compenso.

    Si cura con cortisonici, vitamine, vasoattivi e attività fisica.
    In alcuni casi necessita di riabilitazione vestibolare.

    Neurite vestibolare

  • Esame Vestibolare

    Viene effettuato per individuare la causa delle vertigini attraverso lo studio dell'organo dell'equilibrio.

    Esame Vestibolare

  • Disfonia

    La disfonia è un sintomo comune, frequente e che si presenta più volte nel corso della vita. E’ caratteristica di molte patologie più o meno comuni:

    NODULI VOCALI
    Nella maggior parte dei casi interessano entrambe le corde vocali e sono simili a dei calli ossei.
    Il meccanismo con cui si formano è quello traumatico, ossia le corde vocali si scontrano a causa dell’abuso o maluso vocale.
    Nella maggior parte dei casi si risolve col riposo vocale, altrimenti si ricorre ad una rieducazione logopedica.

    Il POLIPO CORDALE
    E’ una neoformazione spesso monolaterale che interessa per lo più il terzo anteriore delle corde vocali. Le cause della sua formazione sono da ricondurre ad un cattivo uso della voce o ad una infiammazione delle corde vocali alla quale si associa il trauma per cercare di tirar fuori la voce.
    La terapia è l’asportazione chirurgica della neoformazione.

    EDEMA DI REINKE
    Affezione laringea spesso bilaterale e simmetrica che interessa il bordo libero delle corde vocali. E’ dovuto a processi flogistico-infettivi e soprattutto all’abuso di fumo associato all’abuso di voce.
    Assieme ad una più o meno marcata disfonia, si può presentare una dispnea quando l’edema è cospicuo. La patologia si esprime con un edema traslucido e gelatinoso mono o bilaterale.

    LARINGITE CATARRALE ACUTA
    Patologia assai frequente caratterizzata dalla flogosi delle corde vocali.
    La disfonia va aggravandosi fino all’afonia ed è associata ad altri sintomi quali tosse, sensazione di vellichio alla gola, in alcuni casi febbre e astenia. E’ causata da infezioni batteriche o virali, presenza di allergie, sbalzi di temperatura improvvisi, tabacco, polveri o vapori irritanti, ecc..
    All’esame obiettivo vediamo corde vocali arrossate, edematose e presenza di secrezione mucosa. La terapia si basa sul riposo vocale, sedativi per la tosse, decongestionanti e antinfiammatori.

    LARINGITE CRONICA IPERTROFICA
    Consiste in un’infiammazione cronica della laringe che interessa in particolar modo le corde vocali caratterizzata da un’iperplasia epiteliale alla quale possono associarsi metaplasie e/o displasie.
    Oltre alla disfonia si può riscontrare tosse e un’alterazione delle secrezioni che spesso sono vischiose per un interessamento della componente ghiandolare.
    Alla laringoscopia la laringe è iperemica e le corde vocali ispessite.
    La terapia è chirurgica.

    MONOCORDITE VASOMOTORIA
    Interessa per lo più professionisti della voce ed è quindi causata da abuso, sforzo o cattiva impostazione della voce.
    All’esame obiettivo troveremo una corda vocale tumefatta ed arrossata per la presenza di dilatazioni venose.
    La terapia consiste nel riposo vocale associato a capillaro-protettori e farmaci antiflogistici.

    PARALISI CORDALE
    E’ caratterizzata da un problema motorio dei muscoli che costituiscono le corde vocali, può interessarne solo una o entrambe ed essere completa o incompleta.

    Il sintomo principale è la disfonia che sarà più o meno importante a seconda della posizione della corda vocale fissa. Quando entrambe le corde sono fisse in posizione paramediana, insorge una grave dispnea.
    Tra le cause più frequenti quella iatrogena, in corso di chirurgia tiroidea o toracica oppure cause centrali (ictus, neoplasie), infiammatorie (virali o batteriche) o tossiche.
    La terapia consiste nella soluzione della causa. La guarigione spontanea della paralisi è possibile entro un anno circa soprattutto nelle forme infettive. Si può anche avere una ripresa parziale che può essere migliorata da una terapia logopedica. Nei casi urgenti si arriva alla tracheotomia.

    Disfonia

  • Acufene

    Indica una sensazione acustica percepita nelle orecchie in assenza di stimolazione sonora.

    Può essere avvertito come fruscio, fischio, ronzio e può variare nel tempo.
    E’ un sintomo che in alcuni casi può diventare estremamente invalidante ed è comune a molte patologie dell’apparato uditivo e vestibolare ma non solo, infatti viene raccontato anche da normoacusici.

    Varie possono essere le cause:
    - presbiacusia
    - esposizione a rumore
    - chirurgia dell’orecchio
    - otite media acuta e cronica
    - otosclerosi
    - tappo di cerume
    - intossicazione da alcool
    - farmaci (amino glicosidi, alcuni diuretici)
    - malattia di Ménière
    - neurinoma dell’acustico
    - patologia vascolare
    - idiopatico

    Non esiste una terapia univoca.
    Quando è associato ad una patologia nota, sarà sufficiente curare la patologia che ne è alla base.
    Quando è idiopatico, se in fase acuta si può intervenire con l’uso di cortisonici, vasodilatatori, vitamine, quando diventa cronico si può aggiungere per brevi periodi degli antidepressivi o ansiololitici.

    Importante
    per convivere con un acufene cronico è cercare di non stare mai in un ambiente totalmente silenzioso, ma sempre con un rumore di fondo per far si che il nostro cervello non si concentri sull’acufene invalidante.

    Acufene

  • Neurite vestibolare

    A volte si può avere un violento  e improvviso episodio vertiginoso accompagnato da un'imponente sintomatologia neurovegetativa (nausea, vomito, ipersudorazione).

    Potremmo trovarci di fronte ad una NEURITE VESTIBOLARE o DEFICIT VESTIBOLARE. Quella che viene comunemente chiamata “labirintite”.

    La vertigine è di lunga durata, oltre le 24 ore, è esacerbata da qualsiasi movimento della testa e costringe il paziente ad un prolungato decubito supino ad occhi chiusi.
    La risoluzione è lenta perché si deve attuare il compenso.

    Si cura con cortisonici, vitamine, vasoattivi e attività fisica.
    In alcuni casi necessita di riabilitazione vestibolare.

    Neurite vestibolare

  • Esame Rinofaringolaringoscopico

    Esame invasivo che consiste nell'introduzione di fibre ottiche flessibili attraverso una narice per la diagnosi delle malattie del naso, della faringe [rino-, oro- e ipofaringe] e della laringe..


    Esame Rinofaringolaringos...

  • foniatria

    REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

    Per malattia da reflusso gastro-esofageo si intende un complesso di sintomi aventi come causa il fenomeno del reflusso. Le cause possono essere molteplici: abitudini alimentari incongrue, stile di vita scorretto, ipersecrezione acida, alterazioni della motilità gastrica…

    La sintomatologia tipica comprende: bruciore retrosternale, rigurgito, disfagia, sazietà precoce, nausea, sensazione di nodo in gola.

    Tra i sintomi atipici compaiono invece, mal di gola (faringodinia), disfonia, bisogno di raschiare la gola, tosse cronica, raucedine ricorrente, aumento della saliva, otiti secretive, dolore toracico non cardiaco.

    La valutazione diagnostica di questa patologia si può avvalere della videoendoscopia delle vie aero-digestive superiori mediante fibroscopio flessibile.La procedura è del tutto indolore ed é effettuata introducendo una piccola sonda a fibre ottiche. Tale valutazione può essere utile quando in occasione della valutazione iniziale emergano elementi caratteristici dell'interessamento del distretto faringo-laringeo (reflusso gastro-faringeo).

    Oltre all'osservazione diretta di eventuali anomalie a livello delle corde vocali, l'esame permette di riconoscere alcuni segni tipici di reflusso a livello del distretto faringo-laringeo.

    Uno dei segni più tipici è rappresentato dall'edema (gonfiore) e dall'iperemia (rossore) della zona posteriore della laringe (Laringite cronica posteriore). La terapia può avvalersi di tre approcci: comportamentale, medico e chirurgico.

    foniatria

  • Ménière

    Si possono presentare CRISI VERTIGINOSE accompagnate, precedute o seguite dalla sensazione di sentire meno, IPOACUSIA, di avere rumore in un orecchio, ACUFENE, o di sentire una pressione all’interno di questo, FULLNESS.

    Può essere presente una IPERACUSIA, cioè fastidio per i rumori forti.
    L'insorgenza è subacuta e così anche la risoluzione. Dopo un tempo indeterminato si ripresenta.

    Molto probabilmente si tratta della MALATTIA DI MÉNIÈRE.

    Si interviene con diuretici, vasoattivi, acidoacetilsalicilico.
    In casi selezionati si si opta per l’infiltrazione endotimpanica di gentamicina.

    Ménière

  • Esame Impedenzometrico.

    Permette di valutare l'elasticità della membrana timpanica (timpanogramma) e la funzionalità del riflesso del muscolo stapedio (reflessometria).

    Esame Impedenzometrico.

  • Vertigine emicranica

    La Vertigine Emicranica si presenta con episodi ricorrenti di crisi vertiginose che durano da 4 a 72 ore. Interessano individui che soffrono di cefalea o che comunque hanno avuto 4-5 episodi di mal di testa nel corso della vita e nella maggior parte dei casi hanno una familiarità per emicrania o Vertigine Emicranica.

    Possono essere accompagnati da:
    -sintomi neurovegetativi (nausea, vomito, ipersudorazione);
    -sintomi visivi (scotomi- piccole luci);
    -sensitivi (senso del capello sulla fronte,...).


    La manifestazione più frequente dell’emicrania è la cefalea che si presenta spesso unilaterale, pulsante che aumenta in seguito a sforzi, rumori e odori e spesso associata a cinetosi (mal d’auto).
    Gli attacchi spesso si risolvono col sonno.

    Spesso la cefalea si accompagna a vertigine oppure può essere da essa sostituita.
    Le crisi vertiginose sono variabili nel tempo per qualità e durata con risoluzione senza esiti.
    Si ritrovano spesso in donne in età fertile nelle quali il ciclo è preceduto, accompagnato o seguito da episodi di mal di testa.
    Possono comparire con l'uso della pillola anticoncezionale o altre terapie ormonali e scompaiono durante la gravidanza.

    In alcuni pazienti le vertigini si presentano:
    -nei giorni lavorativi;
    -nel passaggio da una stagione ad un'altra;
    -preceduti da attacchi di sbadigli;
    -accompagnati da seta;
    -con l'assunzione di determinarti cibi.


    Alla base c'è un meccanismo vasospastico nel territorio vestibolare periferico.
    Spesso l'esame vestibolare risulta negativo.
    Non esistono segni specifici per fare diagnosi di vertigine emicranica, si fa per esclusione di altre patologie e per questo si consiglia sempre di eseguire una Risonanza Magnetica.

    La terapia consiste in un adeguato stile di vita, una corretta alimentazione associati a  farmaci come l’acidoacetilsalicilico, vasoattivi, antiemicranici.

    Vertigine emicranica

  • Fistola labirintica

    Ci sono poi casi in cui le vertigini sono scatenate da sforzi fisici.

    In questi casi bisogna pensare ad una FISTOLA LABIRINTICA ed eseguire esami per immagini.

    Qualunque sia il sintomo, è importante effettuare un corretto ESAME VESTIBOLARE.
    Attraverso l’uso degli occhiali di Frenzel si studiano i movimenti oculari che insieme ad una corretta anamnesi ci aiutano a fare diagnosi e prescrivere la cura corretta.

    Fistola labirintica

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